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Ansia, attacchi di panico, fobie

L’ansia rappresenta una condizione di generale attivazione fisica e psichica della persona. Contenuta entro certi limiti produce un buon utilizzo delle risorse della persona sul piano soggettivo, relazionale e permette buone prestazioni. Se tali limiti vengono superati viene compromessa l’efficienza funzionale del soggetto.  I disturbi d’ansia sono caratterizzati dalla presenza di un eccesso di ansia che interferisce con il normale svolgimento della vita quotidiana dell’individuo.

L’ansia non si manifesta come un fenomeno unitario, ovvero è possibile rilevare due diverse tipologie di ansia, che sono rispettivamente l’ansia di tratto e l’ansia di stato. L’ansia di stato si riferisce alla condizione di ansia limitata a un particolare momento, mentre l’ansia di tratto indica la tendenza ad affrontare in modo ansioso le situazioni che possono presentarsi nella vita quotidiana. Questa tipologia di ansia si caratterizza come un elemento relativamente stabile della personalità.

Il disturbo d’ansia generalizzata è caratterizzato da uno stato di ansia persistente e di attesa apprensiva che si protrae per più di sei mesi (DSM IV TR, DSM V). Può manifestarsi anche con sintomi fisici. Le persone che ne soffrono lamentano un’irrequietezza costante, una sensazione di ansia senza oggetto (ma queste persone possono legare questa sensazione ad avvenimenti ansiogeni presenti o futuri), tali persone appaiono tesi, apprensivi, irritabili, pessimisti e timorosi, ma soprattutto si preoccupano costantemente per questioni di poco conto. Segni tipici dell’ansia generalizzata sono l’incapacità di rilassarsi accompagnata da tensione muscolare, irritabilità, affaticabilità, irritabilità, insonnia. Il disturbo d’ansia generalizzato, dal momento che non è presente una sintomatologia acuta, non spinge la persona a a cercare l’aiuto adeguato e così il disturbo d’ansia generalizzato tende a diventare una condizione cronica, con periodi di remissione spontanea meno numerosi rispetto a quelli che si registrano per il disturbo di panico.

L’attacco di panico corrisponde a un determinato periodo di tempo, di solito arriva ad un massimo di una mezz’ora, durante il quale la persona prova un’improvvisa e intensa apprensione associata a una vivida paura di morire o paura di perdere il controllo della propria mente, del proprio corpo, spesso associati ad una sensazione di catastrofe imminente. Il primo attacco di panico è così spaventoso che può far sorgere il timore di avere altri attacchi in maniera inaspettata. Il disturbo di panico è caratterizzato da ricorrenti e improvvisi attacchi di panico contraddistinti da una sensazione angosciosa di pericolo imminente e accompagnati da vari sintomi: senso di svenimento e soffocamento, tachicardia, dolori in sede toracica ecc. Come scritto,tali attacchi si ripetono nel tempo e negli intervalli tra un attacco e l’altro la persona sperimenta uno stato di ansia anticipatoria (paura che l’attacco si ripeta). In questi casi, ci si può sentire costretti a rinunciare a determinate attività ritenendole impossibili perché potrebbero causare l’attacco di panico, quindi la persona che ne soffre arriva a precludersi tali attività fino a evitare di uscire di casa.

La fobia è il timore irrazionale per oggetti o specifiche situazioni che, facendo appello al buon senso, non dovrebbero provocare timore. Bisogna distinguere la fobia dalla paura perché la fobia non scompare di fronte a una verifica della realtà, mentre la paura scompare una volta verificato che in realtà non ci sono motivi ragionevoli per avere paura di una situazione, o di un determinato oggetto. Bisogna distinguere la fobia dal delirio perché la persona fobica è consapevole dell’irrazionalità dei suoi timori ma non riesce a risolverli. Tali timori irrazionali e invincibili (fobie) sono, ad esempio,  l’agorafobia (paura per gli spazi aperti), la claustrofobia (paura per gli spazi chiusi), l’ipocondria (la paura delle malattie), la rupofobia (la paura dello sporco), l’eritrofobia (la paura di arrossire).

Con fobia sociale, o ansia sociale, si intende una forma di timidezza che può rendere difficile affrontare situazioni sociali. Quando la persona si trova in queste condizioni sociali può sperimentare un’ansia molto intensa e non controllabile, non giustificata dalla natura dell’evento. Tale ansia può rendere difficili le relazioni sociali e arrivare a condizionare le scelte affettive e lavorative della persona che ne soffre. In sintesi, una fobia è la paura intensa, marcata, irragionevole e persistente di un oggetto o di una situazione che sono invece privi di una reale oggettiva pericolosità, e proprio in questo senso la fobia si distingue dalla paura, che è un sentimento che l’individuo manifesta di fronte ad una minaccia reale. Anche nella fobia specifica, come conseguenza del disturbo, può instaurarsi un’ansia anticipatoria con relative condotte di evitamento e, in casi particolari, l’ansia può raggiungere la portata dell’attacco di panico, perché l’esposizione allo stimolo fobico provoca quasi sempre una risposta ansiosa immediata.
Una consulenza psicologica può essere utile per individuare gli elementi fondamentali delle manifestazioni ansiose e fobiche e aprirsi ad un percorso psicoterapeutico per poterle risolverle.

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