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Identità e orientamento sessuale

L’identità sessuale include la dimensione biologica e psicologica, nella quale entrano in gioco e interagiscono lo sviluppo psicosessuale individuale e la cultura, con le sue regole, con i suoi valori e anche con i suoi stereotipi.

Il termine “identità” (non ancora inteso come “identità sessuale”) è stato coniato da Erich Erickson, alla fine degli anni sessanta, sottolineandone sia il “contenuto relazionale” sia il “contenuto dinamico”. In questo senso l’identità viene intesa come un percorso evolutivo che attraversa l’intero arco della vita e non come un risultato acquisito. E’ un processo dinamico in quanto per ogni persona sentirsi uomo o donna dipende in ogni periodo dai segnali del corpo (in salute o nella malattia), dalla sessualità agita o meno, dalla qualità delle relazioni e dall’inserimento sociale e lavorativo.

L’identità sessuale è composta da alcune componenti: il sesso biologico, l’identità di genere, il ruolo di genere e l’orientamento sessuale.

Il termine identità di genere precisa le basi biologiche e psichiche dell’identità distinguendole dall’identità legata al ruolo sociale. L’identità di genere definisce l’appartenenza cromosomica e fenotipica al proprio sesso, unita all’accettazione intrapsichica dello stesso sesso (riconoscersi maschio o femmina) che si delinea già a partire dai 18 mesi di vita. Identità di genere significa riconoscersi e sentirsi in armonia con il corpo (sesso) assegnato dalla natura. L’identità di genere si riferisce alla convinzione interiore della persona di essere maschio o femmina. E’ bene sottolineare la distinzione fondamentale tra sesso e genere.  Il termine sesso vuole denotare l’appartenenza a una categoria biologica e genetica (femmina/maschio), il concetto di genere sposta il riferimento sul piano dell’esperienza psicologica, sociale e culturale delle categorie di maschile e femminile.

Il ruolo di genere si riferisce all’insieme di norme e aspettative culturali e sociali su come donne e uomini dovrebbero comportarsi in una data cultura e società. Queste aspettative culturali influenzano le persone nel classificare cosa e chi è “maschile” o “femminile”.

La terza componente fondamentale è rappresentata dall’orientamento sessuale: l’attrazione affettiva ed erotica che può essere diretta verso uomini, donne o entrambi.

Un tempo l’omosessualità e la bisessualità erano considerate psicopatologie e si cercava di “convertirle” in eterosessualità. Ma la ricerca scientifica ha dimostrato che sono varianti normali della sessualità e ha riconosciuto l’impatto deleterio dello stigma sociale sul benessere. L’orientamento sessuale è una caratteristica tendenzialmente stabile, almeno in parte determinata geneticamente.