IL CIRCUITO DELLA PAURA

Un insieme di strutture cerebrali (ippocampo, amigdala, corteccia prefrontale mediale) costituiscono il circuito della paura che tende ad attivarsi quando le persone sono in preda all’ansia e alla paura. Le ricerche neurobiologiche sull’ansia si sono concentrate sul circuito cerebrale della paura. L’amigdala è una componente importante di questo circuito. L’amigdala è una piccola struttura localizzata nel lobo temporale, si ritiene che sia coinvolta nella funzione di assegnare un significato emozionale agli stimoli.

L’amigdala.

L’amigdala identifica le minacce e ciò scatena il rilascio di adrenalina nel corpo e lo prepara ad affrontare il pericolo (lotta o fuga). Il cuore batte forte e il respiro accelera, i vasi sanguigni si dilatano e i polmoni si espandono. Questi cambiamenti permettono che abbastanza ossigeno arrivi ai muscoli per fuggire. Infatti, i muscoli diventano pronti all’azione, le pupille si dilatano in modo che gli occhi possano vedere meglio cosa succede e la visione periferica si restringe per concentrarsi sulla minaccia.

Dunque, questa fisiologia si mette in moto di fronte a ciò che, soggettivamente, percepiamo come minaccia. Qualcosa, o qualcuno, può essere percepito soggettivamente come una minaccia da una persona, mentre può non esserlo per un’altra. E’ possibile che una persona immunodepressa sia più in ansia di una persona in buona salute rispetto la possibilità di essere contagiata da un virus. E’ possibile che una persona che ha visto diminuire il proprio reddito, viva come una minaccia le tasse, il mutuo. Ecco, con il virus, con le tasse, non si può lottare, non si può fuggire. Altre persone percepiscono come minacce cose che oggettivamente potrebbero non essere percepite come minacce da altre persone, per esempio una situazione di gruppo dove si parla del più o del meno, dove si socializza, non dovrebbe essere percepita come una minaccia, ma potrebbe esserlo per una persona che soffre di ansia sociale.

La corteccia prefrontale mediale.

La corteccia prefrontale mediale contribuisce a regolare l’attività dell’amigdala: è coinvolta nell’estinzione delle risposte di paure apprese e nelle strategie di controllo emozionale.

L’amigdala delle persone con grave ansia è ipersensibile: percepisce minacce in situazioni quotidiana. Quando l’ansia inizia ad interferire con la nostra vita, allora l’ansia è un disturbo. Oltre alla fisiologia, descritta sopra, altri sistemi vengono bloccati dalla paura o dall’ansia eccessiva, per esempio si smette di salivare e digerire e anche i nervi impegnati nell’eccitazione sono disattivati. In molti disfunzioni sessuali, benché le cause specifiche possono essere variabili, si verifica un circolo vizioso comune alle sintomatologie di origine ansiosa che contribuisce al perpetuarsi del disturbo sessuale: la paura che il disturbo possa presentarsi di nuovo alimenta l’ansia che mantiene il sintomo.

I tipi di disturbi d’ansia possono essere raggruppati per tipo di paura.

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