TRAUMA E TRAUMI INTERPERSONALI Cosa può fare la psicoterapia

Il trauma 

A seguito di un’esperienza critica (evento traumatico), vissuta come episodio singolo oppure ripetuto e/o prolungato nel tempo, la psiche di una persona può subire un tipo di “danno”: il trauma.

L’evento traumatico 

L’evento traumatico può essere di qualsiasi tipo ed è, almeno inizialmente, inatteso  e implica l’esperienza di un sentimento d’impotenza e vulnerabilità a fronte di una minaccia, oggettiva o soggettiva, che può riguardare l’integrità fisica e psichica dell’individuo. 

Il potenziale patogeno di uno stimolo e la risposta della persona

Il potenziale patogeno di uno stimolo dipende tanto dall’intensità e dalla dimensione temporale dello stimolo, quanto dalle complesse variabili caratteristiche di una persona, che ne definiscono una dinamica soglia di risposta, rappresentazione, rielaborazione e ripresa.

Il trauma psicologico

 Il trauma psicologico corrisponde all’impossibilità di dare un senso e un significato, coerente e psicologicamente “vero” (verità narrativa, vedi l’ultimo paragrafo), a un episodio traumatico. Il trauma non è mai contenibile in una rappresentazione psichica in quanto eccedente le capacità di integrazione dell’apparato psichico.

I tipi di trauma

La letteratura scientifica degli ultimi decenni ha identificato cinque diversi tipi di trauma. In questo testo mi soffermo solo sul trauma interpersonale e sul trauma d’identità . I cinque tipi di trauma sono:

  • Tipo I, trauma non personale/accidentale/shock/disastro naturale
  • Tipo II, trauma interpersonale 
  • Tipo III, trauma dell’identità
  • Tipo IV, trauma di comunità
  • Tipo V, trauma persistente, stratificato, cumulativo, basato sulla rivittimizzazione e la ritraumatizzazione.

Merita un accenno anche la teorizzazione della psichiatra americana Leoner Terr che distingue i traumi in due tipi:

  • Tipo 1 o trauma a evento singolo: un evento improvviso, circoscritto, inaspettato e profondamente scioccante (incidente stradale, morte improvvisa e/o violenta di un congiunto, separazione improvvisa, disastro naturale, un episodio di stupro, un episodio di abuso); può essere impersonale – non causato da un’altra persona  – o interpersonale – causato da un’altra persona, sia intenzionalmente o meno.
  • Tipo 2 o trauma ripetitivo e complesso: trascuratezza grave e/o abuso continuativo di tipo emotivo, fisico, sessuale o altre forme di maltrattamento all’interno della famiglia nucleare o allargata; separazioni violente o particolarmente conflittuali; violenza domestica e violenza assistita;  persecuzioni politiche, etniche, religiose; prigionia, torture, guerra, genocidio; stato di rifugiato.

La ricerca sul trauma

E’ importante sottolineare che la ricerca, per tutti questi tipi di trauma, indica che la sindrome del disturbo da stress post-traumatico (PTSD) rimane una risposta atipica negli adulti traumatizzati e che la maggior parte di loro è in grado di elaborare quello che è accaduto dopo un periodo di  tempo caratterizzato da risposte e reazioni post-traumatiche che poi svaniscono. Sulla base di quanto appena scritto, il Manuale Diagnostico Psicodinamico 2 (PDM-2) evidenzia che ognuno dei cinque tipi di trauma e le diverse forme di danno secondario possono portare o meno a un disturbo da stress acuto o a un disturbo da stress post-traumatico, e/o a disturbo da stress post-traumatico complesso (non presente nella classificazione dei disturbi del Manuale statistico diagnostico dei disturbi mentali – DSM 5), a seconda delle caratteristiche individuali (vedi quanto scritto nel paragrafo “Il potenziale patogeno di uno stimolo e la risposta della persona”).

Il trauma interpersonale

Il trauma interpersonale, così come descritto nel PDM-2, è commesso da altri esseri umani e può verificarsi una sola volta o in un periodo limitato di tempo (di solito quando il perpetratore è un estraneo), ma può anche essere ripetuto per mesi o anni quando la vittima e il perpetratore hanno una qualche relazione  e c’è la possibilità di rimanere intrappolati nella relazione.

La gravità dei sintomi nella dimensione interpersonale del trauma primario

I sintomi sono più gravi se il trauma è perpetrato da una persona conosciuta o che ha una relazione con la vittima (o che ha un ruolo nella relazione che prevede l’assistenza e protezione nei confronti con la vittima) – un pattern definito “trauma di tradimento”. Ci sono anche altri diversi tipi di trauma secondario, per quanto concerne i traumi interpersonali, che tratterò in altri post.

Il trauma d’identità

Il trauma dell’identità è basato sulle caratteristiche in gran parte non modificabili dell’individuo (genere, identità di genere e orientamento sessuale, caratteristiche etniche) che rappresentano la base per la vittimizzazione.

Psicoterapia e traumaRaggiungere una verità narrativa sentita nella mente e nel corpo

Rottura del legame e interruzione della trama identitaria 

Siamo esseri umani dipendenti in modo profondo dal legame di attaccamento: la relazione può avere un valore di cura tanto quanto di danno alla nostra integrità psicofisica minando, a volte, la fiducia in se stessi e negli altri.  Se il trauma si declina in un’interruzione della trama identitaria, lutti precoci di un caregiver, separazioni improvvise e/o violente e/o conflittuali, evidenziano come la specifica rottura del o dei legami si rilevi piuttosto difficile da sanare ed è molto importante comprendere come si risponde ad esse (come scritto sopra, la potenzialità traumatica di uno stimolo dipende anche dalle caratteristiche e dal tipo di risposta ad esso da parte di un individuo). Qualunque sia il tipo di separazione traumatica, si ha a che fare con eventi che interferiscono con la costruzione di un personale processo identitario in atto.

Migliorare la competenza autobiografica

Spesso i pazienti traumatizzati hanno poca competenza autobiografica: alcuni hanno difficoltà a raccontare la propria storia, faticano a ricordare il prima e il dopo; altri aderiscono a storie impersonali e rigide; altri ancora non riescono a trovare una narrativa che gli permetta di contenere il dolore traumatico.

Ripristinare la trama identitaria e i legami, raggiungere una verità narrativa

Non c’è trauma che, per essere curato, non richieda una narrazione perché ogni trauma ha bisogno di una storia per essere elaborato e ripristinare la “trama”. Ripristinare la “trama” attraverso la costruzione e il ripristino di nuovi legami con se stessi, con gli altri e con il mondo (una convivenza interiore e con il modo).

Come scrive Vittorio Lingiardi in “IO, TU, NOI. Vivere con se stessi e con gli altri

<<L’intento è quello di raggiungere una “verità narrativa” che ci permetta di organizzare la nostra esperienza, in un modo che sia plausibile e coerente, ma anche sufficientemente elastico e aperto all’imprevedibile come il mondo che ci circonda. Incertezza che riguarda anche il senso della propria autenticità (di paziente e psicoterapeuta), e che dovrebbe spingerci a considerare con una certa cautela l’idea di aver finalmente dipanato la matassa della convivenza interiore. Il sommarsi delle nostre esperienze nel tempo, il succedersi dei cambiamenti e la comparsa di imprevisti rendono l’autenticità necessariamente incerta e cangiante>>. Ascoltare in psicoterapia <<gli stati del sé facilita l’espressione delle nostre potenzialità. Rende sincero l’adattamento e facilita la convivenza>>.

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