La diagnosi psicologica e le risorse del paziente.

La diagnosi psicologica serve ad arrivare ad una sintesi dei problemi e delle risorse di un paziente, serve come guida per individuare la psicoterapia più idonea. Non si tratta di fornire un’etichetta diagnostica alla persona che mi consulta (non etichetto mai nessuno con un disturbo mentale e/o con un disturbo di personalità), ma si tratta di arrivare alla conoscenza di un paziente, dei suoi meccanismi di difesa, dei suoi tratti di personalità, delle sue capacità cognitive e metacognitive, dei suoi stili di attaccamento e delle sue risorse. Si tratta di dare un senso al suo disagio e alla sua sofferenza e al perché un certo disagio si colloca proprio in un preciso momento della sua vita, il momento in cui chiede aiuto.

Non dimentichiamo che “una” diagnosi psicologica ce la facciamo tutti nella vita di tutti i giorni. Quando pensiamo che una persona ci è simpatica, o antipatica, che è espansiva, oppure riservata, arrogante oppure gentile, non stiamo facendo una specie di “diagnosi”? Nella dimensione clinica, questa conoscenza acquista una forma specifica, tecnica e relazionale, in riferimento agli aspetti più complessi dell’esperienza umana, si tratti di malattia, disturbo, disagio o problema. (Vittorio Lingiardi, Diagnosi e destino, 2018)