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Sessualità e adolescenza. Scoperta del corpo e strutturazione dell’identità.

Sessualità e adolescenza. Scoperta del corpo e strutturazione dell’identità.Cos’è la sessualità.

La sessualità costituisce un elemento determinante per lo sviluppo della personalità, è un mezzo di espressione e di comunicazione, nucleo centrale dell’identità della persona: riguarda il modo di porsi in relazione agli altri. La sessualità non è qualcosa che viene coinvolta solo quando si desidera soddisfare il bisogno sessuale, ma l’essere femmina o l’essere maschio si riflette su tutto quello che facciamo.

Avvicinarsi al corpo scoprendo progressivamente le sensazioni che può dare, significa soprattutto riconoscersi nelle proprie emozioni e nei propri desideri.

L’adolescenza è il periodo in cui ci si interroga sui propri cambiamenti, si ha l’impressione di vedere il mondo con occhi nuovi. Chiedersi “chi sono” significa anche porsi delle domande sul proprio essere maschio o femmina, ossia sulla propria identità di genere.

Nel periodo puberale la componente biologica dell’identità ritorna in primo piano. Sotto la spinta ormonale il corpo si trasforma e assume in breve tempo i caratteri definitivi del maschio e della femmina adulti (caratteri sessuali secondari).

Durante la pubertà e l’adolescenza il maschio incontra l’assenza di un segnale certo sulla sua identità, mentre la femmina incontra un segnale biologico forte e chiaro: la comparsa delle mestruazioni e i cicli mestruali che seguiranno confermeranno mensilmente il passaggio biologico dall’essere bambina all’universo femminile. La comparsa dei caratteri sessuali secondari, in particolare lo sviluppo del seno, confermeranno la sua femminilità anche attraverso gli sguardi maschili.

Il ragazzo, al contrario della ragazza, si trova spesso alle prese con l’acne o un’improvvisa crescita corporea. Il suo segnale biologico, le eiaculazioni nel sonno, spesso restano un fatto segreto, spesso un fatto improvviso difficilmente condivisibile con la famiglia e i coetanei. La sua attenzione si sposta sulle dimensioni del pene e il confronto con gli amici serve a volte a rassicurare ma più frequentemente a creare ansie e timori di inadeguatezza.

La masturbazione.

In questo periodo di incertezza maschile la masturbazione entra in gioco e svolge una duplice importante funzione: dare sfogo a una spinta ormonale (incisiva sul corpo e sul cervello) e consentire una prima, se pur parziale, conferma all’essere maschio. Attraverso le fantasie erotiche il ragazzo si eccita, ottiene l’erezione, stimola il pene fino a raggiungere l’eiaculazione e l’orgasmo. L’autoerotismo rappresenta un’indispensabile fase preparatoria della sessualità agita e un momento di conferma dell’identità sessuale.

Per la femmina la masturbazione ha una minore importanza ai fini della conferma della propria identità ma la sua mancanza, se pur non compromette il consolidarsi dell’identità sessuale e la futura vita sessuale, può rendere più difficile la percezione del piacere e l’erotizzazione del corpo.

La masturbazione è sovente presentata come qualcosa di immaturo. In realtà, essa rappresenta una normale componente del comportamento sessuale della persona utile a conoscere il proprio corpo, e le donne – al pari degli uomini – possono trarne piacere.

Nella pubertà, il fenomeno autoerotico, presente fin dall’infanzia, si intensifica, a causa delle nuove emozioni sessuali avvertite, ed assume un significato diverso rispetto all’autoerotismo infantile, dove l’investimento libidico è rivolto a se stessi. Da questo periodo in poi invece viene indirizzato anche verso l’altro. Infatti le fantasie erotiche che accompagnano la masturbazione sono in relazione ad un’altra persona, reale o immaginaria, e rappresentano un percorso di progressivo avvicinamento alla relazione sessuale.

La masturbazione è dunque un’esperienza con cui si prende confidenza con il proprio corpo e con il proprio immaginario erotico. La masturbazione non è soltanto una caratteristica del periodo adolescenziale. Essa viene praticata da uomini e donne nelle diverse età della vita, non solo quando i rapporti sessuali sono impossibilitati, ma anche in coppia durante il rapporto sessuale o da soli.

Le prime esperienze.

Per l’adolescente maschio agire la sessualità rappresenta la più importante occasione per confermare quell’identità che la femmina ha già visto confermata dal segnale biologico delle mestruazioni. Anche per questo motivo le ragazze, spesso, le ragazze ricercano le prime esperienze all’interno di una relazione affettiva, anche se oggi il loro comportamento sessuale si avvicina sempre di più a quello maschile: anch’esse delegano a una sessualità precoce e “trasgressiva” il passaggio all’età adulta. Per il ragazzo, molto spesso, la possibilità di agire un rapporto sessuale e soddisfacente continuerà a rappresentare nel corso degli anni successivi un’importante conferma della sua identità. La ripetitività dei rapporti acquista un significato analogo a quello della ciclicità mestruale femminile: un segnale certo di appartenenza al genere. Si può comprendere allora come la comparsa di una disfunzione della sessualità venga vissuta drammaticamente come perdita non solo del piacere legato all’intimità e all’orgasmo ma della propria integrità di persona.

I pilastri dell’identità sessuale in adolescenza, non solo sessualità.

Durante il periodo dell’adolescenza si definiscono i pilastri sui quali poggia l’identità sessuale: la seduttività e l’agire la sessualità.

La seduttività per entrambi i sessi non è più quella infantile tesa a ottenere l’affetto e la protezione dell’adulto ma si trasforma in un richiamo per i coetanei. Quando i segnali inviati dal corpo hanno successo e ottengono risposta hanno un effetto positivo sulla percezione di sé. Piacere all’altro ed essere accettato e scelto rappresenta la conferma reale del proprio potere seduttivo che consolida l’identità sessuale. La bellezza facilita questo risultato mentre i difetti fisici, reali o presunti (dismorfofobie), possono minare il pilastro della seduttività. La seduttività consente di entrare in una relazione nuova con l’altro sesso (o con una persona dello stesso sesso se si è omosessuali), diversa da quelle amicali precedenti con i compagni di scuola e con gli amici: si creano di conseguenza le premesse che permettono ai giovani di agire le prime esperienze sessuali.

Da questo momento in poi, agire la sessualità diventa un secondo pilastro dell’identità. Per questo motivo la comparsa di una disfunzione sessuale maschile, in qualunque periodo della vita, rappresenta una “ferita” della propria mascolinità.

Un altro importante pilastro psicologico e sociale dell’identità sessuale che si sviluppa a partire dai primi anni di scuola è l’investimento sulle proprie capacità. Il successo scolastico e, per i maschi sportivo, rinforza quel sentimento di autostima che consente di rapportarsi con gli altri, coetanei e adulti, in modo progressivamente più sicuro. Leggendo il libro di Zimbardo “maschi in difficoltà” o leggendo le ultime statistiche dell’indagine istruzione Ocse, i maschi stanno peggiorando nel loro impegno e successo scolastico rispetto le femmine, tanto che gran parte del loro tempo è trascorso ai videogiochi on line, nella visione di siti porno. Secondo gli studi e le indagini di Zimbardo l’immediata disponibilità della pornografia hardcore e della realtà dei giochi eccitanti forniscono alternative digitali considerate meno esigenti e per molti, più attraenti del sesso, dello sport e dell’interazione sociale nel mondo reale. L’immersione in questi ambiti alternativi sta creando il caos nello sviluppo cognitivo dei giovani, nella loro capacità di concentrazione e nel loro sviluppo sociale. I ragazzi adolescenti sembrano essere più “danneggiati” da questi comportamenti tanto da interagire e relazionarsi con altri virtuali più che con persone, andando così a perdere tutta la componente emotiva e relazionale che solo la relazione tra persone, relazione che contribuisce a far sviluppare un identità più sicura.

I pilastri dell’identità sessuale dopo l’adolescenza.

Nelle età successiva saranno l’inserimento e l’affermazione nel mondo del lavoro a rinforzarla, ma anche questi altri pilastri stanno venendo meno al genere maschile.

Un positivo sentimento di appartenenza al proprio sesso non è mai definitivamente acquisito, anche quando il percorso di crescita si è svolto correttamente nelle sue prime tappe. Nell’arco della vita si renderanno necessarie nuove conferme. Per la femmina, nell’età adulta, la maternità porterà alla convalida, biologica e psicologica, della propria identità. In passato la maternità rappresentava il pilastro più importante dell’essere donna e ancora oggi mantiene la sua importanza. La paternità invece, se una volta era considerata come affermazione della propria virilità, oggi ha perso gran parte di questo significato, trasformandosi in quella capacità di “prendersi cura di” ritenuta fino a pochi decenni esclusiva del femminile.

In conclusione, nel mondo occidentale, seduttività, sessualità agita, maternità e paternità, insieme al ruolo sociale e lavorativo, sono diventate componenti fondamentali per raggiungere e mantenere un’identità stabile sia per gli uomini che per le donne.

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