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IL VALORE TRASFORMATIVO DELL’INCONSCIO

RENDERE PENSABILE QUELLO CHE NON LO E’ MAI STATO

Gli sviluppi della psicoanalisi e della psicoterapia psicoanalitica leggono l’inconscio valorizzandone l’aspetto trasformativo e non tanto la caratteristica topica sviluppata da Freud, secondo la quale l’inconscio è un luogo separato da quello della coscienza. Oggi, l’inconscio non è il rimosso, il separato dalla coscienza che si tratta di decifrare attraverso l’attività dell’interpretazione, ma il processo stesso della simbolizzazione, della narrazione che si co-costruisce quando, nella seduta di psicoterapia, una persona parla con un’altra (psicoterapeuta e paziente).

Il pensiero deve essere capace di trasformare in una narrazione nuova e condivisa ciò che affligge la vita di una persona: i suoi traumi, i suoi sintomi, i suoi tratti e comportamenti disfunzionali al proprio benessere. Nel suo lavoro, lo psicoterapeuta psicoanaliticamente orientato, fa in modo che quello che non è stato possibile pensare nel tempo del trauma, o nel tempo della/e “ferita/e” al proprio senso di Sé, possa esserlo in modo nuovo nel tempo della seduta. Il lavoro non è quello di decifrare e interpretare il passato che si ripete, ma di rendere pensabile quello che non lo è mai stato.

Ciò che diventa tollerabile rispetto al pensiero impensabile è più grande della somma delle capacità dei singoli sistemi di personalità individuali. I due (psicoterapeuta e paziente) o più creano un terzo soggetto inconscio in grado di pensare quello che nessuno, da solo, sarebbe in grado di pensare e rielaborare in modo trasformativo” (Ogden, 2016, p.173, testo: Vite non vissute).

Un pensiero che vuole essere trasformativo non si limita a rendere coscienti i traumi del passato, ma sa offrire una prospettiva in divenire sul non ancora pensato, nella consapevolezza che la costante è il cambiamento:

 “Ciò che è mutativo, credo, è l’esperienza di una persona nel contesto dell’essere con un’altra persona che ti riconosce come la persona che sei e la persona che sei in procinto di divenire” (Ogden, 2016, p.171).

IL VALORE TRASFORMATIVO DELL'INCONSCIO

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